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La storia del Salento: dalle origini agli Spagnoli

21 maggio 2026

Il Salento è una terra che porta nelle sue pietre la memoria di oltre 30.000 anni di storia. Una storia complessa, stratificata, fatta di popoli che si sono succeduti lasciando tracce profonde nella lingua, nell'architettura, nelle tradizioni e persino nel paesaggio.

1. Preistoria: le prime comunità del Salento

Le più antiche testimonianze umane nel territorio risalgono al Paleolitico superiore. La scoperta più celebre è la Donna di Ostuni, una donna incinta vissuta circa 28.000 anni fa, ritrovata con un corredo funerario in ocra rossa. È uno dei ritrovamenti preistorici più importanti d'Europa.

Tra il Neolitico e l'età del Bronzo, il Salento diventa un centro di cultura megalitica: dolmen (tombe collettive), menhir (pietre rituali) e specchie (cumuli di pietre usati come segnali o luoghi di culto). Questi monumenti, ancora oggi visibili, testimoniano una società organizzata e spirituale.

2. I Messapi: il popolo che diede identità al Salento

Tra l'VIII e il III secolo a.C. il Salento è la terra dei Messapi, popolo di origine illirica. Fondano città fortificate come Rudiae, Vaste, Cavallino, Manduria e Otranto. Le loro mura megalitiche, alte anche 5 metri, sono ancora visibili. I Messapi sviluppano una scrittura propria, un'economia agricola avanzata e una forte identità militare.

3. L'arrivo dei Greci

Dall'VIII secolo a.C. i Greci portano nel Salento alfabeti, culti, ceramiche, commerci e architettura. La presenza greca è così radicata che ancora oggi sopravvive nella Grecìa Salentina, dove si parla il griko, una lingua ellenofona antichissima.

4. Roma e la trasformazione del territorio

Nel 272 a.C. il Salento entra nell'orbita di Roma. I Romani sviluppano strade (come la Via Traiana Calabra), porti (Brindisi diventa fondamentale per l'Oriente), ville rurali e centri agricoli. Il territorio diventa un ponte strategico tra Italia e Balcani.

5. Bizantini e Longobardi: due culture che si scontrano

Dopo la caduta dell'Impero Romano d'Occidente, il Salento passa sotto il controllo dei Bizantini, che portano il rito greco, le cripte affrescate, la lingua greca e l'architettura rupestre. I Longobardi tentano più volte di conquistarlo, ma il Salento rimane per secoli un avamposto orientale in Italia.

6. Normanni, Svevi e Angioini: il Medioevo salentino

Con i Normanni (XI secolo) il Salento entra nel Regno di Sicilia. Gli Svevi, con Federico II, lasciano castelli e strutture amministrative moderne. Gli Angioini portano una forte centralizzazione del potere.

7. Aragonesi e Spagnoli: la nascita del sistema difensivo costiero

Dal XV al XVIII secolo il Salento è sotto il dominio aragonese prima, spagnolo poi. È uno dei periodi più importanti della storia salentina. Gli Spagnoli devono difendere la costa dalle incursioni dei pirati ottomani e saraceni. Per questo costruiscono torri costiere (come Torre dell'Alto, Torre Uluzzo, Torre Sant'Emiliano), fortificazioni urbane e masserie fortificate. Il sistema delle torri, costruito tra il 1530 e il 1620, è uno dei più estesi del Mediterraneo. Ogni torre comunicava con segnali di fumo e fuoco: un sistema di allarme rapido che proteggeva l'entroterra. Senza gli Spagnoli, il paesaggio costiero del Salento non sarebbe quello che conosciamo oggi.

8. I Borboni e l'Ottocento

Con i Borboni, il Salento entra nel Regno delle Due Sicilie. Si sviluppano agricoltura, artigianato, commerci e masserie produttive. Nel 1861 il territorio entra nel Regno d'Italia.

9. Il Salento contemporaneo

Nel Novecento il Salento vive emigrazione, crisi agricola, rinascita culturale e valorizzazione del patrimonio storico e naturale. Oggi è una delle aree più ricche di storia del Mediterraneo.

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