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Torre Nasparo: storia e identità di una fortificazione del Capo di Leuca

Tiggiano16 luglio 2026

Nel territorio di Tiggiano, lungo la litoranea che collega Otranto a Leuca, Torre Nasparo si presenta come una struttura antica che domina il paesaggio costiero. A più di cento metri d’altitudine e a breve distanza dal mare, conserva ancora oggi una parte consistente della sua architettura originaria, nonostante il crollo della sommità.


Nel corso dei secoli la torre è stata indicata con numerosi nomi: “Torre della cala di Rizzano”, “Torre di Tiggiano”, “Naspre”, “Naspere”, “Naspara”, fino alla forma attuale “Nasparo”. Le diverse denominazioni testimoniano la lunga storia amministrativa del territorio e la continua presenza della torre nelle carte e nei documenti d’epoca. La sua posizione le permetteva di comunicare visivamente con Torre Palane verso nord e con Specchia Grande verso sud, formando un tratto importante della rete difensiva costiera.


La costruzione risale al 1565, quando il duca di Alcalà, viceré del Regno di Napoli, avviò un vasto programma di fortificazioni lungo il litorale salentino. Il XVI secolo fu un periodo segnato dalle incursioni dei corsari barbareschi e dalle tensioni tra l’Impero ottomano e quello spagnolo. Le comunità costiere vivevano in costante vulnerabilità, e le torri rappresentavano l’unico sistema di avvistamento rapido. Il mantenimento delle strutture ricadeva sulle popolazioni locali, che dovevano contribuire con tasse specifiche. Un documento dell’abate Pacichelli del 1877 ricorda che per Torre Nasparo si versavano mensilmente “grana due e cavalli diece” al Bargello.


Il primo torriero noto fu il caporale spagnolo Gio Martinez, nominato nel 1583. Nel tempo si alternarono altri custodi: Ludovico Ernandez nel 1595, Gio Garcia nel 1609. I torrieri risiedevano nella torre e avevano il compito di sorvegliare il mare, mantenere l’artiglieria, segnalare movimenti sospetti con fumo di giorno e fuoco di notte. La documentazione d’archivio restituisce un quadro concreto della loro vita: episodi giudiziari, tensioni con le comunità, incidenti, trasferimenti, successioni familiari nel comando. La torre era un presidio isolato, ma inserito in una rete amministrativa complessa.


Con il progressivo declino della minaccia barbaresca, la torre perse la sua funzione originaria. Nel 1777 fu affidata agli Invalidi, un corpo composto da veterani non più idonei al servizio attivo. Le condizioni della struttura, già compromesse, peggiorarono fino a renderla inabitabile.


Oggi Torre Nasparo si presenta come un rudere consolidato, frutto di interventi di recupero effettuati negli ultimi decenni del Novecento. Il basamento scarpato è ancora leggibile, così come il cordolo che segna il passaggio alla parte cilindrica. Le pietre non squadrate, le dime verticali e i conci regolari della parte superiore mostrano una tecnica costruttiva tipica delle torri circolari del XVI secolo. All’interno, dal piano agibile, è visibile una cisterna voltata di circa quattro metri per lato, con un colatoio ricavato nella muratura per la raccolta dell’acqua piovana.


Il contesto paesaggistico contribuisce alla percezione del sito: la litoranea sfiora la torre, il mare si apre a ovest, la vegetazione mediterranea circonda la struttura. La posizione elevata permette di comprendere immediatamente la funzione strategica che la torre aveva nel sistema difensivo costiero.


Attualmente Torre Nasparo è di proprietà demaniale ed è affidata in gestione al Comune di Tiggiano. Rappresenta una testimonianza significativa del vasto sistema di torri che, nel XVI secolo, proteggeva il litorale del Regno di Napoli. Un sistema che contava centinaia di strutture, molte delle quali oggi scomparse o ridotte a frammenti.

Chi desidera approfondire può visitare il sito ufficiale dedicato alla torre o esplorare altre fortificazioni della zona, come Torre Minervino o Torre Montelungo, che condividono la stessa storia di avvistamento e difesa del territorio.



Fonti:


https://www.torrenasparotiggiano.it/

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