L'assedio di Otranto del 1480: il giorno in cui il Salento affrontò l'Impero Ottomano
Il 1480 è una data che il Salento porta impressa nella memoria collettiva. È l'anno in cui l'Impero Ottomano, al culmine della sua potenza militare, scelse Otranto come punto d'ingresso per tentare la conquista dell'Italia meridionale. L'episodio segnò profondamente la storia del territorio, lasciando tracce nella cultura, nella religione, nell'architettura e persino nel paesaggio urbano.
1. Il contesto storico: il Mediterraneo in fiamme
Nella seconda metà del Quattrocento, il Mediterraneo era dominato da una tensione crescente tra il Regno di Napoli aragonese e l'Impero Ottomano in piena espansione. Il sultano Mehmet II, detto il Conquistatore, aveva già preso Costantinopoli, la Serbia, la Bosnia e l'Albania. Il suo obiettivo successivo era chiaro: aprire un fronte in Italia. Il Salento, per posizione geografica, era la porta naturale.
2. L'arrivo della flotta ottomana
Il 28 luglio 1480, una flotta di circa 90 galee e 18.000-20.000 soldati ottomani raggiunse la baia di Otranto. La città era difesa da circa 400-500 soldati più civili armati. Il rapporto di forze era schiacciante. Gli Ottomani circondarono la città, protetta da mura medievali non progettate per resistere all'artiglieria pesante.
3. L'assedio: 15 giorni di resistenza
L'assedio durò 15 giorni, dal 29 luglio al 14 agosto. Gli Ottomani usarono artiglieria pesante e mine per far crollare le mura. Gli otrantini, guidati dal capitano Francesco Zurlo, resistettero con coraggio, ma il 12 agosto una breccia permise l'ingresso delle truppe. La città cadde il 14 agosto 1480.
4. I Martiri di Otranto
Dopo la conquista, gli Ottomani offrirono ai sopravvissuti la possibilità di convertirsi all'Islam. Secondo le cronache, 813 otrantini rifiutarono e furono giustiziati sul colle della Minerva. Sono oggi conosciuti come i Martiri di Otranto e nel 2013 sono stati proclamati Santi da Papa Francesco. Le loro ossa sono ancora visibili nella Cattedrale di Otranto.
5. La riconquista
La caduta di Otranto scosse l'Italia intera. Il re di Napoli, Ferdinando I d'Aragona, organizzò una controffensiva. Nel frattempo, Mehmet II morì improvvisamente nel 1481 e la flotta ottomana si ritirò. Il 10 settembre 1481, gli Aragonesi riconquistarono Otranto.
6. Le conseguenze per il Salento
L'assedio diede impulso a un enorme programma di difesa costiera: tra il 1530 e il 1620 furono costruite decine di torri costiere. Otranto, Gallipoli, Lecce e Nardò furono rinforzate con bastioni e mura moderne. L'evento entrò nella tradizione popolare, nella religione e nella narrativa storica del Salento.
7. Otranto oggi: memoria viva
Oggi Otranto conserva la Cattedrale con il mosaico medievale e la cappella dei Martiri, il Castello Aragonese ricostruito dopo l'assedio, il Colle della Minerva luogo del martirio e le mura e le porte storiche. È uno dei luoghi più simbolici del Salento, dove storia, fede e identità si intrecciano indissolubilmente.